Il feticismo della scorciatoia: Washington, Teheran e il tradimento del processo democratico
L’Iran sta attraversando i suoi giorni più drammatici dal 1979. Le operazioni militari che hanno investito il cuore istituzionale di Teheran, colpendo duramente i centri nevralgici del potere e uccidendo Ali Khamenei, hanno prodotto ciò che molti ritenevano impossibile:
Il sangue dell’Iran chiede aiuto. Le bombe e il futuro possibile
"Le bombe, la guerra, le morti innocenti" ... anche la "liberazione" di un popolo dai suoi tiranni porta con sé un marchio di morte e distruzione che non può mai essere considerato un danno collaterale accettabile. Ogni innocente annientato, ogni vittima di "fuoco amico" è il segno dell'orrore della violenza, il cuore nero di ogni necessità, la colpa dolente e ambigua
Le responsabilità verso gli iraniani e lo spettro del Venezuela
Se l’operazione che ha portato all’uccisione di Khamenei e alla decapitazione dei vertici del regime iraniano non l’avesse fatta Donald Trump, che mostra un dichiarato disprezzo per ogni principio di diritto, non solo internazionale, forse una parte dell’opinione pubblica cosiddetta “progressista”, in Italia, avrebbe avuto un riflesso meno pavloviano nel denunciare l’illegalità dell’attacco israelo-statunitense.
La pace di Pupo. Sanremo senza l’Ucraina, Sanremo contro l’Ucraina
Tra le tante polemiche poco utili che caratterizzano e hanno sempre caratterizzato la settimana sanremese, una che avrebbe avuto senso portare avanti quest'anno, ma che è stata sollevata da pochissimi, è quella sul silenzio nei confronti dell'Ucraina.









































