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Abbiamo scoperto da Luciano Capone su Il Foglio che l'Unione Internazionale dei Magistrati, che è una sorta di ANM planetaria, ha censurato la riforma dell'ordinamento giudiziario, tra l'altro, perché per l'Alta Corte disciplinare di nuova istituzione non sarebbe prevista una maggioranza di magistrati.

Accusa falsa, che nella traduzione italiana reperibile sul sito della rivista dell'ANM, del testo in inglese, diventa che l'Alta Corte disciplinare è composta da una maggioranza di non magistrati, cioè un falso al quadrato.

Per la cronaca, il nuovo articolo 105 della Costituzione stabilisce che l'Alta Corte disciplinare sia composta da 15 membri, 3 nominati dal Capo dello Stato, 3 estratti da un elenco compilato dal Parlamento, e 9 magistrati, di cui 6 giudicanti e 3 requirenti. I magistrati sono quindi 9 su 15 (si veda l’art. 4 della legge di revisione costituzionale sottoposta a referendum).

È possibile che l'opinione dell'ANM planetaria sia stata sapientemente depistata dai colleghi dell'ANM domestica e della sua proiezione referendaria (il comitato: Giusto dire No), i quali per l'intera campagna elettorale hanno fatto uso e abuso del mendacio, non solo per attaccare (diffamare) gli avversari, ma anche per reclutare (ingannare) gli alleati.

È pure possibile che i vertici dell’organizzazione internazionale dei magistrati abbiano per gli scrupoli di verità la stessa solenne e olimpica indifferenza dei loro colleghi italiani e quindi siano disponibili a prescindere, per così dire, a propalare e confermare le più solenni panzane.

Va inoltre messo in conto che da parte della maggioranza di governo, per l’intera campagna elettorale, è stato fatto di tutto per autorizzare il sospetto che gli sfracelli che essa minaccia di fare dopo il referendum, per rimettere al posto loro i giudici che intralciano l’azione dell’esecutivo ( rispetto agli accusati più sospettabili in base alla teoria del delitto d’autore: stranieri, clandestini e “devianti” di ogni risma), siano autorizzati da qualche disposizione nascosta in un invisibile doppiofondo normativo della legge Meloni-Nordio.

Questo ha certo incentivato gli avversari della riforma – ANM compresa – a inventare, non trovandole, le prove di questo misfatto. Rimane però che una così spiccata attitudine alla contraffazione e alla truffa da parte di chi di mestiere dovrebbe cercare e giudicare la verità dei fatti suscita sentimenti diversi dalla riprovazione o dallo scandalo. Piuttosto di terrore e di tremore per il rischio di potere incrociare la strada con uno di questi falsari.

Non si tratta di stabilire la classifica dell’indisciplina e del disonore di quanti esercitano funzioni pubbliche. È peggiore la menzogna di un politico o di un magistrato? In sé, non saprei. Per “noi” non togati è decisamente più minacciosa la seconda, perché nessuno può sfiduciare l’accusatore o il giudice che gli spetta in sorte, nessuno può mandarlo a casa, nessuno può nemmeno irriderlo e riempirlo di contumelie, come si fa con gli avversari politici.

Bisogna in ogni caso ostentare rispetto e deferenza, se non altro per evitare di finire in quel tritacarne delle cause civili e penali, che Davigo pare raccogliesse in una cartellina eloquentemente titolata “Per una serena vecchiaia”. Per questo bisogna tutti professare fiducia per la categoria all'ingrosso: "la magistratura". Non è una doverosa prova di virtù repubblicana, ma un obbligato tributo alla benevolenza del Leviatano.