rowling grande

J. K. Rowling ha investito una quantità spropositata di risorse psicologiche, materiali e reputazionali (il disimpegno ti garantisce trasversalità) per contrastare l'istituzionalizzazione del negazionismo del sesso biologico.

Mentre i fondamentalisti del transfemminismo erano impegnati nel tentativo di distruggere lei e altri "nemici" coi loro metodi maccartisti e paramafiosi e a forzare costruttivisticamente regole caratteri e formule risibili nella grammatica e nella sintassi; Trump e oscurantisti affini afferravano lo scettro di eroi di quel buon senso che manzonianamente c'era ma se ne stava nascosto per paura di un senso comune fatto di bloccanti della pubertà, copertine de L'Espresso come la locandina di "Junior" con Danny DeVito e Arnold Schwarzegger (e pancione), pericolosa promiscuità nelle sezioni femminili delle carceri eccetera. Da segnalare, contestualmente, anche l'accedemizzazione di questa follia, con scienziati illuminati e sussiegosi intenti a spiegarci con paper chilometrici la rava e la fava poststrutturalista dei disordini determinanti intersessualità per acchiappare l'approvazione dei queer per i tagliagole.

La scrittrice non ci stava e la Santa Inquisizione del transfemministicamente corretto voleva metterla al rogo (le hanno fatto un omaggio: Rowling è la più orgogliosa riabilitatrice del termine "strega"). Il paragone tra lei, la straordinaria "terf" (acronimo infamante di mille altri acronimi e sostantivazioni in -ing), e i monopolisti del cuore e dell'umanitarismo e dell'inclusività che le danno addosso è impietoso. Happy 60th birthday Joanne! E perdona i millenials che hai iniziato alla narrativa e che hai eccellentemente tentato di vaccinare contro le mostrificazioni sbrigative (vedi Severus Piton, vedi Sirius Black – in quest'ultimo caso c'è perfino la denuncia del colpevolismo intrinseco di una stampa asservita alla magistratura requirente e giudicante, così come nella figura di Rita Skeeter c'è la caricatura di un giornalismo divorato dall'interno dal narcisismo e dal sensazionalismo)…

Perdona i lettori che hai messo in guardia dal potere tratteggiando Ministri della Magia inetti e burocrati eichmanniani e ciononostante sono volunerabilissimi alla banalità del male… Perdona i lettori cui hai mostrato quanto l'istruzione sia permeabile al potere e dunque ideologicamente inquinabile perché chiunque può cooptare al vertice di un'istituzione una Dolores Umbridge – il villain più temibile della letteratura contemporanea, Stephen King dixit – e ciononostante ti tirano fuori la pubblicazione "scientifica" della PhD in gender sudies coi capelli di Ninfadora Tonks quando spieghi loro che he was a boy and she was a girl.
Molti dei tuoi lettori non hanno interiorizzato nulla, estraggono fraudolentemente dalla tua opera principi di catechismo intersezionalista che non vi sono minimamente…

Ma tanti altri tuoi lettori, magari, sono comunque venuti su bene, e riguardano la saga e il suo straordinario spin-off e attendono il reboot ignorando l'irricevibile monito di separare l'artista dall'opera, manco fossi Filippo Tommaso Marinetti o Hans Grimm. Io non separo un bel niente, la tua opera ha i tuoi occhi.