cortina 56 grande

Le recentissime Olimpiadi Milano-Cortina 2026 hanno rievocato il fatto che già settanta anni fa, nel 1956, la località ampezzana fu teatro di importanti olimpiadi invernali, che si svolsero a cavallo fra il periodo della ricostruzione italiana e il nascente boom economico.

Anzi, i tre grandi eventi di quel periodo: CORTINA 56 (Olimpiadi invernali); ROMA 1960 (Olimpiadi), TORINO 1961 (celebrazioni dei cento anni dell’unità d'Italia), contribuirono allo sviluppo e alla ripresa del nostro Paese dopo il trauma della seconda guerra mondiale.
Le tre manifestazioni contribuirono soprattutto in termini di psicologia sociale, orgoglio e fiducia nella ricostruzione.

Per dare grande visibilità e una nuova immagine al Paese furono necessari eventi che hanno dato un nuovo impulso e una spinta di accreditamento a livello nazionale ed internazionale all’Italia, ma al tempo stesso hanno prodotto effetti materiali e immateriali a lungo termine.

L’esperienza di Cortina d’Ampezzo contribuì a una nuova legittimazione politico-istituzionale dell'Italia a livello internazionale e a conferire prestigio a un intero Paese. Un evento sportivo fu in grado non solo di mettere in risalto l’immagine turistica della località ampezzana, ma ribaltò anche la percezione negativa dell’Italia fuori dai confini. Fu un’occasione per valorizzare la cultura popolare, l’identità locale e il rispetto per la natura e il territorio.

In particolare CORTINA 56 si caratterizzò per alcuni eventi simbolici di grande rilevanza: le prime trasmissioni della RAI, la presentazione al pubblico della 600 Multipla, l'attrice Sophia Loren madrina dell'evento. Dal punto di vista degli effetti politici ricordiamo: apertura a nuovi Stati partecipanti (URSS), il giuramento olimpico pronunciato da una donna, il riconoscimento all’Italia, Paese fondatore della CEE, di sapere gestire le manifestazioni sportive internazionali con serietà.

Si ebbero effetti di promozione per Cortina d’Ampezzo, icona dello sport, della ricettività d'eccellenza (e poi della vita mondana), della bellezza naturale, delle tradizioni locali. Si trattò di una manifestazione attenta all’ambiente, con l’utilizzo e il potenziamento degli alberghi esistenti, un ridotto consumo di suolo, un ridotto impatto naturalistico e paesaggistico.

Sicuramente i primi a saltare all'occhio furono gli effetti territoriali e infrastrutturali, che hanno permesso alla città di collocarsi nell’élite delle località dedite agli sport invernali, potendo vantare un’ampia offerta. Il trampolino Italia, lo Stadio del Ghiaccio e le piste alpine hanno fatto da eccellente biglietto da visita, soddisfacendo a pieno le esigenze olimpiche e lo sviluppo post-evento.

L’effetto olimpico riflesse allora e riflette tuttora anche il cambiamento storico e sociale verificatosi a partire dalla metà del XX secolo, ossia il turismo di massa, che non comprende solo i ceti altolocati e le élite, ma diventa, progressivamente, un fenomeno popolare e di tendenza.

In genere, l'aspetto più critico da gestire nelle olimpiadi invernali è quello ambientale. Tuttavia, nel caso in esame, è possibile riscontrare anche effetti positivi derivanti dalla costruzione di infrastrutture ed opere, le quali sono diventate simboli per la città e importanti vie di accesso, essenziali allo sviluppo socio-economico.