Il ministro delle politiche agricole e forestali, Maurizio Martina, ha risposto alcuni giorni fa dalle pagine de Il Foglio ai numerosi articoli (alcuni firmati dal sottoscritto) che lo stesso giornale ha dedicato al caso della presenza di Vandana Shiva, attivista indiana impegnata contro gli Ogm e più in generale contro il progresso e l’innovazione in agricoltura, come consulente scientifica e “ambassador” di Expo2015, evento dedicato al tema “nutrire il Pianeta, energia per la vita”. La polemica è nata dopo che il New Yorker, periodico notoriamente molto rigoroso oltre che di chiara impostazione liberal, ha dedicato alla Shiva una lunga inchiesta firmata da Michael Specter, in cui si mettono seriamente in discussione non solo i presupposti teorici della sua propaganda, ma anche la veridicità di molte sue affermazioni, a cominciare dal suo curriculum scientifico, che non sembra affatto corrispondente a quello che l’attivista vanta nelle copertine dei suoi libri.

vandana-shiva

Una polemica che ha incrinato seriamente la credibilità di Vandana Shiva anche tra gli ambientalisti, come dimostra questo articolo apparso su Grist, ma che non ha scalfito minimamente l’ostinazione degli organizzatori di Expo2015: la partecipazione di Vandana Shiva all’expo milanese non sembra essere in discussione. E tra gli ostinati, dopo la risposta al Foglio, non si può non includere anche il ministro Martina. Ma la sua “non risposta” merita comunque alcune considerazioni.

“Come paese organizzatore abbiamo scelto il tema “nutrire il pianeta, energie per la vita” non certo per porre veti, ma per aprire una finestra sul futuro delle idee, delle tecnologie, delle applicazioni e degli studi sull’alimentazione. Vogliamo stimolare un confronto senza preclusioni, che coinvolgerà oltre 140 paesi, organizzazioni e personalità internazionali che per sei mesi porteranno esperienze, buone pratiche e proposte che possano trasformarsi in decisioni globali. Ci sarà spazio anche per un dibattito franco sul tema degli Ogm, alla luce della partecipazione dei principali paesi produttori, a partire dagli Stati Uniti d’America. Di più: saranno rappresentate tutte le tesi, sia pro che anti Ogm”

Bene il dibattito, naturalmente. Non la santona. Si può essere pro o contro gli Ogm, come pro o contro qualsiasi cosa, ma ci si deve fondare su dati di realtà. Mentire non è consentito, e ti mette fuori gioco. Vandana Shiva fonda la sua opposizione all’innovazione su ragioni etiche e filosofiche di discutibile fattura, ma il problema non è questo. Il problema è che la signora Shiva (in questo è senz'altro in buona compagnia, cosa che però non dovrebbe servire da attenuante) sente il bisogno di argomentare le sue ragioni distorcendo arbitrariamente dati ed evidenze scientifiche, ovvero mentendo. Questo è intellettualmente disonesto, e dovrebbe essere sufficiente a tenerla fuori da Expo2015, se il paese organizzatore di Expo2015 ambisce a definirsi un paese civile. Oppure, ministro Martina, in virtù di questa pretesa par condicio dovremmo aspettarci la presenza di Vannoni o di Vanna Marchi come consulenti scientifici di manifestazioni sulla salute?

“Non dobbiamo però commettere l’errore di sovrapporre il tema della ricerca solo a quello degli Ogm, quando questi ultimi sono una parte del primo. E qui voglio ribadire con forza che il nostro paese non è affatto all’anno zero della ricerca e non paga ricercatori a cui impedisce di lavorare, anzi. Lo dimostra ad esempio il numero del 18 luglio di Science, che ha pubblicato i risultati delle ricerche del Consorzio internazionale sequenziamento genoma frumenti, di cui fa parte il progetto italiano “Mappa fisica del cromosoma 5A”, finanziato interamente dal ministero delle Politiche agricole”.

Caro ministro, non confondiamo mele con pere, carta igienica con carta vetrata. È vero o non è vero che in Italia, caso unico in Europa (compresa la Francia, dove infatti l’attivista Bové distrugge le piantagioni sperimentali del suo papà, l’agronomo Bové) è vietata la sperimentazione in campo aperto sugli OGM? Se è vero, rispondere dicendo che però i nostri ricercatori mappano il genoma del frumento è una risposta per nulla soddisfacente. Nel 2001 il suo predecessore Pecoraro Scanio scrisse personalmente ai centri di ricerca e sperimentazione agricola per imporre la sospensione di tutti i progetti, anche di quelli già finanziati. Un’iniziativa che portò gli scienziati in piazza, caso unico nell’Europa post-medioevale, guidati da Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco. Un bando ancora in vigore che lei, ministro Martina, con un tratto di penna, potrebbe cancellare, firmando i protocolli che dovevano essere emanati entro il 2007. Ha intenzione di farlo? Dovrebbero essere in qualche cassetto, lì nel suo ufficio.

“Dopo quasi quattro anni di dibattito è ormai prossima la decisione di dare agli stati membri la facoltà di limitare o proibire una coltura ogm anche se autorizzata dall’Ue. Questo sulla base di motivazioni di pianificazione territoriale, di impatto socio-economico e legate a obiettivi generali di politica agricola”.

L'Italia deve far riferimento alla legislazione attuale, non a quella che il ministro spera, senza averne certezza, che un giorno sarà in vigore. Oggi non si può invocare la clausola di salvaguardia per ragioni socioeconomiche, ma solo mostrando evidenze di danni per la salute e per l'ambiente. Quelle mostrate dall'Italia hanno meritato la risposta più breve della storia dell'EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare: “Il GMO Panel dell'EFSA ha notato che, nella documentazione di supporto, le Autorità Italiane fanno riferimento alle stesse preoccupazioni precedentamente sollevate dalla Francia. Queste preoccupazioni erano già state valutate dall'EFSA nella sua opinione, adottata il 7 maggio 2012, che concludeva che nessuna nuova evidenza scientifica fornita dalla Francia era in grado di supportare l'adozione della clausola di salvaguardia”. In attesa che la normativa europea si adegui ai suoi desideri, ministro, cosa tutt’altro che scontata per le ricadute che avrebbe sulla tenuta del Mercato Comune, potremmo evitare di continuare a collezionare queste figure di palta?