Sono anni che le riviste e le associazioni scientifiche commissionano sondaggi per capire come "la gente" percepisca la scienza. I risultati sono, più o meno, sempre gli stessi: le persone dicono di amare "la scienza" genericamente intesa, ma degli scienziati non si fidano. Perché?

bencivelli grande

Per fortuna ci sono i sondaggi. Per esempio, oggi possiamo dire che la gente, genericamente intesa e senza nessuna connotazione specifica, adora dire di amare la scienza ma poi in realtà della scienza non si fida. E lo possiamo dire confortati dai numeri raccolti dall'American Association for the Advancement of Science (la AAAS: la più grande associazione scientifica al mondo) e dal think tank americano Pew Research Center, pubblicati a gennaio su Science (rivista della AAAS medesima). Sono i numeri che cercavamo: entrano nel dettaglio tecnico e permettono agli scienziati di darsi gomitate beffarde mentre leggono nero su bianco i pensieri corrivi della signora Pina d'America.

Nella fattispecie, la signora Pina era stata invitata a rispondere su temi "legati alla scienza" che vanno dalla politica ambientale a quella sui farmaci. Le stesse domande erano state poi girate anche a un gruppo di scienziati. Infine, le opinioni di Pina e quelle del gruppo di scienziati sono state messe a confronto.

Come prevedibile, la distanza maggiore si registra sulla sicurezza degli alimenti derivati da colture geneticamente modificate: l'88% degli scienziati si sente tranquillo, mentre solo il 37% di Pina lo è. Attenzione: Pina è americana. Per cui mangia Ogm da vent'anni, e lo fa in un paese che della ricerca e della coltivazione di Ogm ha fatto una bandiera. Evidentemente, nessuno l'ha informata. Ma questo non le ha impedito di farsi un'opinione.

Pina in precedenza aveva risposto anche a un altro sondaggio, ideato dalla Oklahoma State University, e aveva risposto di essere fieramente a favore dell' "etichettatura obbligatoria sui cibi contenenti Dna". La signora Pina non sa che ogni nostro alimento (sale a parte) contiene per forza Dna, perché dalle bietole al pecorino, dal prosciutto alla lasagna, tutto quello di cui ci cibiamo ha origine organica. Ma ha a cuore la salute della sua famiglia. Così ha risposto di essere anche a favore dell'"etichettatura obbligatoria sui cibi Ogm". Stessa percentuale, l'80%. Ed è un fatto "curioso", hanno sottolineato maligni gli scienziati. È chiaro che la signora Pina non sa che cosa sia il Dna e men che meno che cosa sia un Ogm, ma è altrettanto evidente che negli Stati Uniti non è la signora Pina a decidere che cosa coltivare e come gestire la sicurezza alimentare.

Così come non è la signora Pina a decidere di politica della ricerca. E questo spiega i 42 punti percentuali di differenza con gli scienziati in fatto di sostegno alla sperimentazione animale, che per quasi tutti gli scienziati è ovviamente indispensabile.

Comunque, Pina è convinta che la scienza abbia migliorato le nostre vite (79%) e che abbia avuto un effetto positivo su salute (79%), alimentazione (62%) e ambiente (62%). Qualche anno fa ne era ancora più convinta, ma tiene duro. Ed è anche contenta di essere americana, perché è là che si fa la migliore scienza del mondo (54%), che deve essere incoraggiata da finanziamenti pubblici (71%) e da un sostegno più convinto di quello attuale all'educazione scientifica a scuola (71%). Trattandosi di una Pina d'America, la sottolineatura sui finanziamenti "pubblici" e sul governo dei programmi scolastici è d'obbligo, ed è ancora di più una prova dell'importanza che Pina dà oggi alla Scienza, con la S maiuscola perché qui intesa in senso generale.

La distanza tra l'afflato di Pina verso la Scienza e la fiducia che Pina ha negli scienziati su alcuni temi specifici si mostra notevole anche sui temi ambientali. Considerate che si tratta degli Stati Uniti, per cui qui i risultati del sondaggio si discostano in maniera significativa da quelli europei (mentre sugli Ogm coincidono). Negli USA c'è Pina che sui cambiamenti climatici tende a discolpare la mano dell'uomo al 50%, mentre gli scienziati la accusano all'87%. E se mentre per quasi tutti gli scienziati i cambiamenti climatici sono un problema "serio o molto serio" (94%), solo per il 65% di Pina è davvero così.

Si può aggiungere che gli scienziati sono a favore della costruzione di nuove centrali nucleari (65%) più di Pina (45%), ma che Pina non è disperatamente contraria alle trivellazioni in alto mare per estrarre petrolio (52%) mentre gli scienziati, forse memori del disastro ambientale del Golfo del Messico del 2009, sono decisamente più cauti (32%).

Generalizzando si può dire che i cittadini usano con disinvoltura il petrolio ma temono l'atomo, mentre per gli scienziati è il contrario. Generalizzando ancora di più, e mettendo insieme questi dati con quelli sugli Ogm, si può anche pensare che Pina e gli scienziati diano alla parola "natura" due significati diversi, e che altrettanto diversamente si comportino nel gestire la propria vita nel rapporto con essa.

Ma, a voler leggere proprio tutto, i dati più interessanti sono quelli "meta". Quelli su che cosa tu pensi che io pensi, o meglio: su che cosa Pina pensi che gli scienziati pensino. Per esempio: molti americani pensano che gli scienziati siano "divisi" sul Big Bang (52%), sui riscaldamenti climatici di origine antropica (47%) e addirittura sull'evoluzione dell'uomo (34%). Mentre, su questi tre temi, divisi non lo sono per niente. Chi lo ha fatto credere a Pina, e chi ha lasciato che Pina lo credesse? In questo difetto di comunicazione, come su quello a proposito della "natura", si colloca un bel problema. Pina non sembra conoscere gli "scienziati" e gli "scienziati" hanno probabilmente concorso a creare un'immagine confusa del loro lavoro. Lasciando così Pina a pensare, peraltro, che forse i cambiamenti climatici non sono tutto questo gran problema, mentre gli Ogm mamma mia che pericolo.

Se poi andiamo a vedere l'altra metà del cielo, in un sondaggio disegnato dagli scienziati per gli scienziati, troviamo che questi pensano (84%) che la signora Pina "non sappia abbastanza di scienza". Tra le righe: se avesse studiato un po' di più, se qualcuno le insegnasse qualcosa, allora sì che approverebbe anche le fattispecie del nostro lavoro e che sarebbe d'accordo con noi su tutto.

Ne siamo sicuri? No. Anzi: proprio no. La signora Pina non vive in una bolla. Probabilmente ha un vicino di casa che insegna scienze alle superiori, un figlio iscritto a fisica, lei stessa magari ha fatto lo scientifico. Vive in un mondo popolato, colorato, ricco di stimoli, dove non esistono barriere fisiche tra chi è "scienziato" e chi no. E magari ha discusso di Ogm col figlio, che essendo iscritto a fisica di biologia ne sa poco, ma ha la fidanzata che fa farmacia. Pina può avere un'amica attivista in un'associazione ambientalista, che le ha parlato di Fukushima, e il marito benzinaio. Probabilmente vede documentari, frequenta circoli culturali, legge i giornali. Non fatevi strane idee: la signora Pina è una donna orientata e moderna. Magari si chiama Pino, a scanso dei luoghi comuni. E intorno a Pina/Pino le iniziative per far "conoscere la scienza" esistono da anni.

Anche da noi abbiamo trasmissioni televisive e interi canali dedicati alla scienza, festival e iniziative pubbliche nei musei e nelle università. Abbiamo gli scaffali della scienza in libreria, abbiamo i siti internet istituzionali e le riviste di scienza, di carta e online. E allora? Allora semplicemente la cosa è più complessa di come la possa disegnare un sondaggio. Non basta avere l'autorità dello scienziato, non basta prendersela come al solito coi giornalisti (79%), e non basta "spiegare la scienza" per convincere Pina/Pino della necessità della sperimentazione animale.

Tra l'altro, tutti i sondaggi del tipo di questo danno sempre la stessa risposta, anno dopo anno: la gente, genericamente intesa e senza nessuna connotazione specifica, adora dire di amare la scienza, ma poi, in realtà, della scienza non si fida. E di anno in anno le percentuali cambiano poco, un po' in su e un po' giù, ma senza dare mai grandi emozioni agli addetti ai lavori.

Una ricetta per allineare le risposte di Pina e degli scienziati non c'è. Forse non c'è nemmeno la necessità di farlo (checché ne pensino, quasi certamente, gli scienziati estensori del sondaggio e quell'84% di loro che ha risposto che "la gente non sa abbastanza di scienza").

Però c'è un'osservazione da fare a monte di tutto: siamo sicuri che quelle del sondaggio siano "domande di scienza"? Siamo sicuri che per Pina/Pino le domande sugli Ogm, sul nucleare, sull'evoluzione dell'uomo non nascondano questioni identitarie (religiose, politiche, economiche) più ampie? Per qualcuno parlare di Big Bang può significare toccare i fondamenti della propria fede, parlare di energia può evocare un'appartenenza politica, insieme a un complesso di considerazioni legate anche alle politiche del lavoro, per dire, o a quelle internazionali.

Spogliare un tema "scientifico" delle sue possibili letture personali, e delle sue embricature con la realtà complessa in cui ciascuno di noi vive, è limitante. È come pretendere di chiamare il grande pubblico "signora Pina". E liquidarlo semplicemente così.

@sbencivu