Quando finirà la ricreazione del centrodestra? Probabilmente quando il Milan tornerà competitivo in Italia e in Europa. La biografia di Silvio Berlusconi ingabbia e opprime quella parte politica che pure deve a lui la sua affermazione dal 1994 in poi: "non avrai altro centrodestra al di fuori di me", sembra dire il Cavaliere. Che torna a fare lo de siempre: caccia la gente, rompe accordi sulle riforme, si fa fregare dalla Lega.

tocqueville - Copia - Copia

Due notizie, negli ultimi giorni, hanno colpito negativamente il mio umore. Fatti piccoli, ma simbolici.

La prima è l'annuncio della chiusura di Tocqueville, lo storico aggregatore di blog animato da Andrea Mancia, Simone Bressan e tanti altri amici, che per anni ha raccontato il centrodestra italiano nella sua prospettiva fusionista, liberale e conservatrice insieme, laica e cattolica, europea e americana. Quell'iniziativa ha dato voce e forza a tanti, ha lasciato che idee diverse si ibridassero, ha aiutato tanti novelli politici a inquadrare la "geografia" destra-sinistra in una chiave più profonda. Tocqueville - a quel che ho letto - chiude per asfissia intellettuale, per l'avvenuto rinsecchimento di quell'opzione "repubblicana". È un grande peccato: c'era tanta di quella vitalità, soprattutto negli anni pre-social network, che uno avrebbe scommesso che da quella palestra sarebbe nati tanti e buoni protagonisti del centrodestra. Non è fallito Tocqueville, è proprio fallito il centrodestra. Non oggi peraltro, ma qualche anno fa.

La seconda notizia triste per il sottoscritto è la decisione di un mio amico consigliere comunale di una cittadina di provincia, passato dalla classica lista civica di ispirazione liberale/centrodestra al PD. Uno può dire: l'hanno fatto 8 esponenti di Scelta Civica e tu pensi al tuo amico consigliere comunale? Sì, perché mi preoccupano le motivazioni che costui ha addotto. Pressappoco queste:"Io non ho padrini e sono una persona onesta, qui il centrodestra è infestato di brutti ceffi, non ho chance di competizione interna e soprattutto non voglio essere associato alle pagliacciate di Salvini. Con molti colleghi del PD lavoro bene sui provvedimenti, sono finalmente più utile alla mia città. Ci sono forse un po' di comunisti, ma mi sento più libero di giocarmi le mie carte". Farà il renziano. Non è renziano, farà il renziano.

Ognuno vive il proprio tempo e la propria dimensione, dunque le scelte di Tocqueville e del mio amico consigliere sono "enormi" per i protagonisti delle stesse, hanno risvolti e significati esistenziali. Sulla seconda, non mi sento di esprimere giudizi negativi: sono un ex amministratore locale e so che la politica va vissuta nella sua dimensione reale. Tra le ronde anti-immigrati e un lavoro concreto per la pianificazione urbanistica, c'è per fortuna chi preferisce il secondo, al di là delle casacche da indossare.

Ciò detto, la domanda di fondo è: se il centrodestra ha smesso di essere un luogo frequentabile, sia culturalmente che politicamente, cosa accade alla democrazia italiana?

Il cattivo bipolarismo della Seconda Repubblica, il bipolarismo coatto, rischia di lasciare il campo al monopartitismo imperfetto: il PD come un unico partito (non un partito unico, ma un unico partito...) capace di governare, altre formazioni politiche a presidiare le estreme. Il sogno per i nostalgici della Democrazia Cristiana, un incubo per chi pensa che il valore della democrazia sia dato anzitutto dalla competizione e dall'alternanza, non dalla stabilità fine a se stessa.

Io sogno ancora il Partito Repubblicano, che contenda il governo del Paese, delle Regioni e delle città, al Partito Democratico. Mi accontenterei, in un sistema multipartito, di poter contribuire a costruire un movimento riformatore e liberale autentico, preziosa cassaforte per le speranze e le istanze di milioni di italiani. Ma rifiuto di accettare il monopartitismo imperfetto. Non è colpa di Renzi, ognuno fa il suo gioco: è colpa di una fallita classe dirigente di quel che fu il centrodestra.

In fondo, un giorno le cose potrebbero cambiare. Anzi, io credo che cambieranno. Ma la strada è lunga e non riguarderà, temo, le prossime elezioni.

@piercamillo