(In collaborazione con Public Policy) Ferma condanna del referendum in Crimea (definito ancora una volta "illegale") e ulteriore inasprimento delle sanzioni nei confronti di singoli individui in Russia e in Ucraina. Sono due dei punti dell'accordo concluso oggi in ambito europeo e adottato all'unanimità dai ministri degli Esteri Ue, dopo il referendum di ieri in Crimea che ha sancito l'annessione della regione alla Russia.

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Le sanzioni. Per quanto riguarda le sanzioni nei confronti di Mosca e delle autorità filorusse in Crimea, si tratta di restrizioni sulla concessione dei visti e del congelamento di beni e conti all'estero nei confronti di 21 persone considerate coinvolte nella preparazione e gestione del referendum.

Il referendum è illegale. Il Consiglio dei ministri Ue condanna - si legge in una nota ufficiale diramata da Bruxelles - "con forza" lo svolgimento del referendum, definendolo "illegale" e "in palese violazione" della Costituzione ucraina. Secondo i Paesi Ue la consultazione "si è svolta alla presenza visibile di soldati armati" e si sono verificati episodi di "intimidazione di attivisti e giornalisti", di oscuramento di canali televisivi ucraini e di blocchi del traffico in entrata e in uscita dalla Crimea.

UE pronta a sostenere il dialogo. L'Unione europea resta comunque pronta "a sostenere il dialogo tra l'Ucraina e la Russia", ed esorta Mosca "a prendere provvedimenti per disinnescare la crisi, ritirando immediatamente le proprie forze" e avviando "colloqui diretti con il governo dell'Ucraina avvalendosi di tutti i meccanismi internazionali"

La Russia rischia ulteriori sanzioni. "Eventuali ulteriori iniziative da parte della Russia per destabilizzare la situazione in Ucraina porterebbero a conseguenze ulteriori e di vasta portata per le relazioni" con l'Unione europea.

Serve una presenza intenazionale. Il Consiglio ritiene che vi sia "urgente bisogno di una presenza internazionale sul terreno in tutta l'Ucraina , anche in Crimea". L'Ue parla esplicitamente della necessità di "un rapido dispiegamento di una missione di vigilanza speciale Osce" (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa).

Via i dazi sui prodotti ucraini. Il Consiglio accoglie inoltre "con favore la proposta della Commissione Ue per la rimozione temporanea dei dazi doganali sulle esportazioni ucraine verso l'Unione europea" e "conferma il suo impegno a procedere alla firma e alla conclusione delle restanti parti dell'accordo" commerciale con le nuove autorità ucraine.

Aiuti finanziari. L'Unione europea ribadisce il suo impegno per fornire a Kiev un sostanzioso supporto finanziario, sottolineando come in questo campo sia fondamentale anche il sostegno del Fondo monetario internazionale. Dal canto suo, Kiev dovrà impegnarsi per realizzare "un'ambiziosa serie di riforme strutturali, tra cui in particolare la lotta contro la corruzione". Inoltre Bruxelles continua a operare per una maggiore liberalizzazione dei visti tra Ue e Ucraina, ma chiede - oltre alle riforme strutturali - che il nuovo governo dia garanzie sulla protezione delle minoranze e sul rispetto dei diritti umani.

Energia. L'Ue ha inoltre confermato "la sua disponibilità ad aiutare l'Ucraina" a diversificare la propria dipendenza energetica, migliorando al contempo l'efficienza.