La lista degli smemorati del partito del default - ovvero tutti coloro che hanno appoggiato da sinistra, ma soprattutto da destra - la manovra lacrime e sangue del Governo Monti, quella che prevedeva fra le altre cose la deindicizzazione delle pensioni oggi cassata dalla Consulta, è lunga e numerosa.

meloni brunetta

A chi oggi, immemore di quei giorni difficili sui mercati finanziari del debito pubblico del nostro paese, dimentica il proprio voto favorevole, e continua a fare orecchie da mercante, sottoponiamo un semplice test mnemonico-numerico.

Chi ci governava dal 2001 in avanti quando (dare un'occhiata al grafico 1 e 2 – sono dati freschissimi, dell'ultima release dell'Istat di ieri) la spesa corrente al netto degli interessi galoppava al ritmo nominale superiore al 4% annuo, ovvero superiore al 2% reale, con un PIL che, in media, a stento cresceva dell'1, per poi essere necessariamente falcidiata per evitare una crisi drammatica del debito pubblico italiano?

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Chi ci governava quando il tasso di crescita degli stipendi pubblici viaggiava a ritmi nominali, anche in questo caso, vicini al 5%, mentre il reddito dei dipendenti privati stentava a staccarsi da una crescita reale zero, per ottenere voti e appoggio utili per la possibile rielezione?

È vero: la crisi finanziaria mondiale si è abbattuta sul budget del nostro paese, e assieme alla scarsa coordinazione delle politiche di bilancio UE e a una politica monetaria non ottimale, ci ha quasi spedito all'inferno. Ma chi ci governava negli anni di vacche relativamente grasse, dove il relativamente è un eufemismo per intendere "negli anni di crisi non particolarmente acuta"?

Chi, se non una massa di smemorati ipocriti, che come nei cartoni animati Disney corrono a votare quando il fuoco si avvicina ai pantaloni per poi rimangiarsi appoggio e timori solo 3 anni dopo, quando le acque della BCE e dell'UE hanno a stento spento il fuoco, e i timori di un roboante default si sono (grazie al cielo) dissipati? 

A tutti voi, protagonisti di quei giorni drammatici: il vostro voto, così come il vostro record in fatto di conti pubblici, testimonia la vostra totale assenza di responsabilità nei confronti dei cittadini che vi pagano profumatamente - non certo per aiutare il vostro/nostro paese a fallire. I numeri, a differenza della vostra memoria, non si perdono come lacrime nella pioggia.